domenica 28 settembre 2008

VOCI CHE STONANO

Gli immigrati sono voci che 'stonano', che disturbono la 'narrazione della nazione'. Gli immigrati sono privati di tanti diritti perchè ritenuti 'altri', diversi.
La definzione 'dell'altro' è avvenuto nei secoli scorsi con l'ausilio della filosofia, della scienza e del mondo intellettuale in generale. Era necessario giustificare la tratta degli schiavi, la conquista di nuove terre e la distruzione di intere popolazioni.
Il ventesimo secolo , però, è stato il secolo in cui sono iniziate le grandi migrazioni verso le terre dei conquistatori e colonizzatori. 'L'altro', allora, ha iniziato a far sentire la propria voce da 'dentro' i confini erretti dal mondo occidentale.
Sugerrisco alcuni autori e pensatori:
Homi Bhabba (The Location of Culture) , Ian Chambers (Migrancy, Culture, Identity), Joan Riley (The Unbelonging), Toni Morrisson (Jazz), Merle Collins (Rotten Pomerack) Paul Gilroy (There ain't no Black in the Union Jack: the Cultural Politics of Race and Nation),

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